Frank Pucelik PTSD program Kiev 2016

Come prevenire e superare il disturbo post traumatico da stress per veterani

L’esperienza con Frank Pucelik a Kiev

Nel mese di aprile ho frequentato l’interessantissimo percorso PTSD Practitioner a Kiev (Ucraina, paese che si trova in una delicatissima situazione) con Frank Pucelik su come prevenire ed affrontare il disturbo post traumatico da stress per veterani.

Pochi sanno che Frank, co-fondatore della PNL assieme a Richard Bandler e a John Grinder, è stato un veterano della guerra in Vietnam e successivamente ha lavorato alla realizzazione e allo sviluppo di programmi di counseling per veterani coinvolti in 8 diverse guerre per paesi appartenenti a 2 continenti. Presenti al seminario circa duecento persone tra cui psicologi, psicoterapeuti, medici, assistenti sociali e veterani.

Il patto con i militari

“Nelle società tribali – racconta Frank – c’è un patto tra la tribù ed il “guerriero”: il guerriero, diventando tale, rinuncia alla sua umanità e diventa un animale, per difendere e proteggere la tribù.”

“Quando il guerriero ritorna dalla guerra, esperienza che lo cambiare completamente – aggiunge Frank visibilmente commosso – viene affidato agli sciamani che lavoreranno con lui per trasformarlo attraverso un duro processo di evoluzione in un uomo di saggezza, che assieme ad altri selezionati individui sarà alla guida della tribù.”

“Chi morirà durante il processo della trasformazione sarà onorato come se fosse morto in guerra, chi non ce la farà a diventare un uomo di saggezza, sarà confinato nella giungla a vivere con gli altri animali”: sarebbe troppo pericoloso per la società riavere l’animale tra gli umani.

Riportandoci ai nostri giorni, c’è un patto tra la società ed il militare: il militare difenderà al meglio la società ed i cittadini ed al suo ritorno verrà affidato ad un servizio professionale di counseling che si occuperà della sua trasformazione.

Non c’è alcuna riabilitazione: c’è solo trasformazione

Frank non parla di “riabilitazione” che presuppone un impossibile “tornare indietro”: il “guerriero”, infatti, per difendere i suoi cittadini, da umano è diventato un animale, ora va messo nelle condizioni di evolvere (trasformarsi) in un uomo di saggezza per diventare una persona fondamentale per la crescita della società che ha difeso.

E’ questo il patto.

Molte volte invece le nostre società umane, inviano i militari in missioni e quando ritornano non forniscono affatto i servizi professionali di counseling che rappresentano la seconda parte del patto tra il militare e la società che difende con notevoli conseguenze negative.

In altri casi i servizi di counseling mancano di quelle conoscenze ed abilità fondamentali per condurre con successo i veterani alla trasformazione con ingenti costi umani (i militari e le loro famiglie), sociali ed economici.

La formazione con Frank Pucelik nel PTSD

Dopo aver ricordato al pubblico presente – cittadini di un paese in guerra, con numerosi militari coinvolti e con il problema attualissimo della “trasformazione” dei militari che ritornano dalla guerra – del patto tra i militari e la società e dopo aver fatto prendere consapevolezza ai presenti delle loro responsabilità in questo processo, Frank ha dato il suo enorme contributo al gruppo portando la sua esperienza diretta sia nella guerra che nei trattamenti di veterani e fornendo le conoscenze fondamentali e iniziando ad allenare le abilità richieste per un counseling efficace per veterani.

Le regole della guerra

Il punto di partenza è la conoscenza da parte del counselor delle 7 fondamentali regole della guerra, che il militare nel teatro di guerra deve ben presto imparare a rispettare in maniera ferrea pena la sua stessa vita. Infatti, data la rilevanza che hanno avuto queste regole per la sopravvivenza, il veterano quando rientrerà a casa continuerà a rispettarle e counselor e famiglia del veterano dovranno conoscerle per accompagnarlo nel processo di trasformazione.

“In guerra non ci sono scale di colori: o è bianco o è nero”, afferma Frank e aggiunge: “la guerra in sé è psicologicamente facile”.

Ritornare in un mondo caratterizzato da diverse sfumature di colori non è semplice per il veterano.

L’atteggiamento del counselor è fondamentale

Un altro aspetto fondamentale è l’atteggiamento del counselor: deve credere intensamente (o, aggiungo io, agire congruentemente “come se” credesse) alla possibilità da parte del veterano di evolvere, di trasformarsi. Le capacità di osservazione ed ascolto dei veterani (fondamenta su cui si basano le possibilità di sopravvivenza in guerra) sono le migliori e qualsiasi incongruenza da parte del counselor verrà immediatamente rilevata dal militare.

Detto più semplicemente: se il counselor non crede nel potenziale di cambiamento del veterano questo risulterà evidente (attraverso il comportamento non verbale) al militare che potrebbe credere al fatto di non essere in grado di evolvere.

Purtroppo sono molti i counselor che operano con veterani e ritengono che ci sia qualcosa di “sbagliato” o di “rotto e non più riparabile” o che siano “matti” e senza possibilità di “recupero”.

“Se non credete alla possibilità di evoluzione dei veterani – aggiunge Frank – lasciate stare i miei soldati”

che Frank stesso considera dei fratelli, ben consapevole sulla sua pelle delle enormi difficoltà che un veterano affronta al suo rientro.

Le conoscenze e abilità fondamentali dei counselor per veterani

Frank poi approfondisce tanti altri temi che provengono dal suo programma Practitioner in PNL con applicazioni dirette nell’ambito del Counseling per veterani: i counselor che se ne occupano devono conoscerle ed utilizzarle per assistere il veterano nel complesso processo di trasformazione.

Tra queste ad esempio:

  • le sei calibrazioni primarie,
  • la gestione del proprio stato con un modello di cambiamento dedicato,
  • la conoscenza e l’utilizzo dei sistemi rappresentazionali,
  • l’uso sistematico delle negazione,
  • marcature analogiche,
  • equivalenze complesse,
  • “power terms” e assunzioni,
  • linguaggio per il cambiamento (le parole chiave da utilizzare con i soldati),
  • il processo del cosiddetto “chunk down”.

Frank poi passa a fornire un elenco concreto e pronto all’uso di potenti domande da utilizzare nelle sessioni di counseling con i veterani per andare nella direzione della trasformazione.

Mette poi in evidenza l’importanza del coinvolgimento nel programma di counseling della famiglia del veterano.

Un aspetto particolarmente interessante è stato quello di identificare le domande stupide che il veterano si sentirà porre una volta rientrato nella società e l’importanza del role playing con il veterano (future pacing in linguaggio PNL) di queste situazioni in un proficuo clima di apprendimento in modo da meglio affrontare le situazioni quando capiteranno.

I sintomi del PTSD nei veterani e cenni sui possibili trattamenti

Frank poi passa in rassegna i sintomi (visti nella maggior parte dei casi come “richieste di trasformazione” da parte del soldato) del disturbo post traumatico da stress nei veterani e vengono accennate le possibili vie per il loro trattamento, con esempi specifici dell’esperienza di Frank stesso con i suoi clienti.

Tra gli altri:

  • flashback
  • “intorpidimento” emozionale
  • vigilanza accresciuta e ipereccitabilità
  • abuso di droga ed alcool
  • desiderio di fare attività pericolose
  • pensieri di suicidio
  • letargia
  • evitamento di posti pubblici
  • inabilità a mantenere un lavoro
  • non abilità di essere gentile o intimo nelle relazioni
  • attività o comportamenti violenti
  • senso di colpa per essere sopravvissuto

I 9 principi fondamentali come guida nel processo di trasformazione

Frank poi condivide i 9 principi fondamentali che le persone di maggior successo (inteso in senso ampio) incorporano nella loro vita di ogni giorno e che costituiscono un’importante guida del processo di trasformazione del veterano in uomo di saggezza.

Il seminario poi si conclude con un lavoro che i partecipanti fanno su quanto appreso durante il seminario e su come precisamente utilizzeranno quanto appreso nella loro vita di ogni giorno.

Che dire, un programma ricchissimo ed entusiasmante in un paese che ha bisogno di affrontare con forza e urgenza un tema che la maggior parte di noi italiani vede così lontano.

Un ringraziamento speciale ed un augurio di cuore

Grazie Frank della tua passione di condividere e di rendere concretamente questo mondo un posto migliore.

Spero che la tua parola sia ascoltata e soprattutto agita

Andrea Frausin

 

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