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Dopo tanti anni finalmente la verità sulle origini dell’EMDR (eye movement desensitization and reprocessing)

Come ho conosciuto l’EMDR e…

Diversi anni fa uno psichiatra, che mi mandava anche certi suoi pazienti per l’applicazione, da lui supervisionata, di tecniche di PNL, mi aveva introdotto l’EMDR, parlandomene e prestandomi un libro al riguardo, e chiedendo tra l’altro una mia opinione in merito. Da quanto mi descrisse (non avevo trovato il tempo di leggere il libro) mi era apparso piuttosto ovvia la connessione tra la tecnica rappresentata e la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) che stavo già utilizzando da anni.

Qualche mese fa, mi trovavo ad una cena con degli psicologi e psicoterapeuti, e una psicoterapeuta in particolare mi parlava degli enormi risultati che stava ottenendo con i pazienti utilizzando proprio l’EMDR. Mi disse anche l’enorme successo internazionale di questa tecnica tra gli psicoterapeuti (da quanto mi raccontava sembra che in Italia sia la più diffusa “organizzazione” di psicoterapeuti). Curioso di sapere la sua prospettiva, ho scritto una mail all’amico e mentore dr. John Grinder, co-fondatore della PNL Codice Classico e Nuovo Codice. La risposta che troverete di seguito, rivoluziona quanto fino ad oggi è stato scritto sulle origini dell’EMDR.

Da sempre trovo fondamentale citare le fonti di un lavoro o di un pattern o di quasivoglia invenzione, sembra che questa prassi purtroppo non sia da molti condivisa…

John Grinder sull’EMDR

Ecco la risposta di John Grinder (traduzione mia):

Il tango a Buenos Aires e l’EMDR

“ho appreso dell’EMDR (in modo piuttosto sorprendente) in un club di Tango di Buenos Aires, Argentina tanto tempo fa. Il proprietario di un primario istituto di PNL in Argentina (a quei tempi) mi stava accompagnando per la cena e per la performance di tango (molto bene) e mi chiese se avessi familiarità con l’EMDR. Dissi che non avevo familiarità con il termine. Lei disse che aveva frequentato un seminario nel quale una certa Francine Shapiro le aveva insegnato lo schema (pattern), presentandolo come una sua creazione. Chiesi alla mia compagna di descrivere il pattern. Al primo momento esitò, e poi mi spiegò che Shapiro aveva insistito che tutti i partecipanti nel seminario firmassero un accordo legale in cui si impegnavano a NON divulgare il pattern a nessuno all’infuori dei partecipanti al seminario. Sorrisi e dissi – nessun problema, se sei preoccupata di questo, lasciamo perdere.

Mentre la serata stava volgendo alla fine e stavamo ritornando indietro all’hotel con i nostri ospiti, lei parlò nuovamente del pattern e disse, dato il fatto che ero il co-creatore della PNL, che lei non aveva alcuna difficoltà a descrivermi il pattern. Poi iniziò a descrivermelo.  A circa metà della sua descrizione, la interruppi e completai la descrizione di quello cui lei faceva riferimento come il pattern EMDR. Lei rimase fortemente sorpresa e disse, Sì, la tua descrizione è corretta!”

Chi è il vero creatore del pattern EMDR: quando e come fu creato

Per me – continua John Grinder – non era stato difficile completare il pattern dal momento che l’avevo creato io come un favore speciale per Shapiro. Le circostanze inerenti la mia creazione e presentazione del pattern furono le seguenti:

Francine Shapiro lavorò nel mio ufficio (azienda Grinder,Delozier and Associates Inc., GDA) nella 17th Ave in SantaCruz, California nei primi anni ’80. Era una donna che lavorava molto duramente e tutti avevamo apprezzato la qualità del suo lavoro lì.

In occasione della mia visita all’ufficio, lei si avvicinò a me e mi spiegò che era appena ritornata da New York. Una sua cara amica, mi spiegò, era stata recentemente stuprata in Central Park e lei desiderava assisterla nel superare il trauma e le sue conseguenze di quel incidente. Come impiegata di GDA, era stata invitata e aveva frequentato un certo numero di seminari che stavamo presentando io ed i miei trainer durante il periodo del suo impiego a GDA dove era stata istruita in varie forme di cura delle fobie e schemi in caso di traumi.

Lei mi spiegò che aveva diligentemente applicato questi pattern sulle fobie/traumi per assistere la sua amica ma non avevano avuto le conseguenze desiderate. Lei quindi mi chiese se avessi altri schemi che lei avrebbe potuto applicare (sperabilmente) con successo con la sua amica a New York – le chiesi una breve descrizione di cosa avesse osservato con la sua “amica” riguardo le risposte all’applicazione dei pattern nei quali lei aveva già familiarità.

La sua risposta era piuttosto articolata – ebbi l’impressione che lei stesse vivendo molto intensamente l’esperienza che stava stava descrivendo come se la sua amica la avesse avuta. Non ho indagato questa possibilità – ho il sospetto che sei molto consapevole che lavoro senza contenuti (content free) e sia che lei o la sua “amica” avessero avuto questa esperienza è di scarsa rilevanza dal momento che avevo l’opportunità di fare il lavoro con lei. Infatti, se fosse stata l’amica, allora sarebbe stata in grado di applicare il pattern a lei e quindi completare il lavoro. Se fosse stata lei stessa la vittima, il lavoro sarebbe stato completato immediatamente.

Ho quindi creato sul momento ciò che ora è conosciuto come il pattern EMDR, in realtà è una variazione di un pattern conosciuto come The Artist’s Palette, un pattern con il quale stavo giocando a quel tempo. Sia le sue risposte dirette all’applicazione sia la sua abilità di descrivere successivamente e dimostrare il pattern EMDR furono piuttosto buone. Alcune settimane più tardi, in occasione di un’altra visita all’ufficio, le chiesi che cosa era accaduto alla sua “amica” – la sua risposta fu che il nuovo pattern era stato molto efficace. Non abbiamo più avuto ulteriori scambi sulla questione. Questo accadde alcuni anni prima dell’esperienza al tango club a Buenos Aires – non ho più avuto successivi contatti con la Sig.ra Shapiro.”

L’importanza del riconoscimento della fonte di un pattern

“Ho menzionato più sopra – continua John Grinder – nel paragrafo di apertura che considero la questione dell’attribuzione o riconoscimento della fonte come una questione importante in questo caso particolare – che cosa stavo evidenziando era la sua (della Sig.ra Shapiro ndt) insistenza che tutti i partecipanti firmassero un accordo vincolante di NON trasferire questo pattern a qualsiasi altra persona. Trovo questo tentativo di restringere la distribuzione di un pattern totalmente incongruente con lo spirito della PNL e del lavoro che ho fatto. Nel pubblicare un pattern in PNL fatto da me, ho sempre cercato di attribuire la fonte di un pattern (sia nella sua forma meramente comportamentale o in una forma codificata del pattern), la persona o il gruppo che era stato la fonte di questo pattern.

E’ chiaro che qui c’è un certo numero di persone che presentano loro stessi come PNLlisti che non condividono questa etica. Posso conviverci senza difficoltà. Tuttavia, quando qualcuno prende un pattern che ho creato o creato e codificato (come in questo caso), lo fa passare come il suo proprio lavoro e quindi tenta di restringerne la distribuzione come uno strumento commerciale, considero questo comportamento come una doppia violazione di quello che la PNL è dal mio punto di vista. Questo è il senso nel quale trovo questo caso meritevole di essere rivelato.

 

PS:

l’EMDR è consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2013/trauma_mental_health_20130806/en/) come uno dei migliori trattamenti del PTSD (post traumatic stress disorder).

 

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PNL accreditata John Grinder in Italia: www.pnloriginale.it