Guida al Coaching gratuita

Guida al Coaching gratuita

Esiste una professione di cui si inizia a parlare più diffusamente in Italia e che sta vedendo una crescita costante nel mondo. Si tratta del coaching.

Per rispondere all’esigenza di molti di sapere di più sul coaching, abbiamo realizzato, come Scuola di Alta Formazione Talenti, convenzionata con il Centro Universitario Internazionale, una Guida gratuita al Coaching.

Se desideri scoprire cos’è il Coaching, quali sono le prospettive professionali, i risultati che si possono ottenere, l’attuale normativa italiana, cosa da fare e cose da evitare per distinguersi nel coaching, qui puoi trovare la Guida gratuita che fa per te.

Cosa contiene la Guida al Coaching

La Guida al Coaching è un file pdf di 15 pagine nel quale troverai informazioni di valore sui seguenti temi:

  • un sintetico scenario sul mondo del coaching e sulle sue opportunità;
  • il coaching definito secondo la norma UNI;
  • i risultati che il coaching mira ad attivare e contribuisce a realizzare;
  • l’attuale normativa italiana per il Coaching;
  • cosa fare e cosa evitare per distinguersi nell’ambito del coaching al fine di costruire e sviluppare una professione vincente.

Come accedere alla guida

Per accedere alla Guida al Coaching basta inserire i dati nel box arancione qui sotto.

Riceverai immediatamente una mail per confermare la tua scelta in modo da essere sicuri che hai richiesto tu la guida. Una volta cliccato sul link di conferma contenuto nella mail riceverai subito una seconda email con il link alla guida.

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Buona lettura

Andrea

 

 

Come prevenire e superare il disturbo post traumatico da stress per militari

Frank Pucelik PTSD program Kiev 2016

Come prevenire e superare il disturbo post traumatico da stress per veterani

L’esperienza con Frank Pucelik a Kiev

Nel mese di aprile ho frequentato l’interessantissimo percorso PTSD Practitioner a Kiev (Ucraina, paese che si trova in una delicatissima situazione) con Frank Pucelik su come prevenire ed affrontare il disturbo post traumatico da stress per veterani.

Pochi sanno che Frank, co-fondatore della PNL assieme a Richard Bandler e a John Grinder, è stato un veterano della guerra in Vietnam e successivamente ha lavorato alla realizzazione e allo sviluppo di programmi di counseling per veterani coinvolti in 8 diverse guerre per paesi appartenenti a 2 continenti. Presenti al seminario circa duecento persone tra cui psicologi, psicoterapeuti, medici, assistenti sociali e veterani.

Il patto con i militari

“Nelle società tribali – racconta Frank – c’è un patto tra la tribù ed il “guerriero”: il guerriero, diventando tale, rinuncia alla sua umanità e diventa un animale, per difendere e proteggere la tribù.”

“Quando il guerriero ritorna dalla guerra, esperienza che lo cambiare completamente – aggiunge Frank visibilmente commosso – viene affidato agli sciamani che lavoreranno con lui per trasformarlo attraverso un duro processo di evoluzione in un uomo di saggezza, che assieme ad altri selezionati individui sarà alla guida della tribù.”

“Chi morirà durante il processo della trasformazione sarà onorato come se fosse morto in guerra, chi non ce la farà a diventare un uomo di saggezza, sarà confinato nella giungla a vivere con gli altri animali”: sarebbe troppo pericoloso per la società riavere l’animale tra gli umani.

Riportandoci ai nostri giorni, c’è un patto tra la società ed il militare: il militare difenderà al meglio la società ed i cittadini ed al suo ritorno verrà affidato ad un servizio professionale di counseling che si occuperà della sua trasformazione.

Non c’è alcuna riabilitazione: c’è solo trasformazione

Frank non parla di “riabilitazione” che presuppone un impossibile “tornare indietro”: il “guerriero”, infatti, per difendere i suoi cittadini, da umano è diventato un animale, ora va messo nelle condizioni di evolvere (trasformarsi) in un uomo di saggezza per diventare una persona fondamentale per la crescita della società che ha difeso.

E’ questo il patto.

Molte volte invece le nostre società umane, inviano i militari in missioni e quando ritornano non forniscono affatto i servizi professionali di counseling che rappresentano la seconda parte del patto tra il militare e la società che difende con notevoli conseguenze negative.

In altri casi i servizi di counseling mancano di quelle conoscenze ed abilità fondamentali per condurre con successo i veterani alla trasformazione con ingenti costi umani (i militari e le loro famiglie), sociali ed economici.

La formazione con Frank Pucelik nel PTSD

Dopo aver ricordato al pubblico presente – cittadini di un paese in guerra, con numerosi militari coinvolti e con il problema attualissimo della “trasformazione” dei militari che ritornano dalla guerra – del patto tra i militari e la società e dopo aver fatto prendere consapevolezza ai presenti delle loro responsabilità in questo processo, Frank ha dato il suo enorme contributo al gruppo portando la sua esperienza diretta sia nella guerra che nei trattamenti di veterani e fornendo le conoscenze fondamentali e iniziando ad allenare le abilità richieste per un counseling efficace per veterani.

Le regole della guerra

Il punto di partenza è la conoscenza da parte del counselor delle 7 fondamentali regole della guerra, che il militare nel teatro di guerra deve ben presto imparare a rispettare in maniera ferrea pena la sua stessa vita. Infatti, data la rilevanza che hanno avuto queste regole per la sopravvivenza, il veterano quando rientrerà a casa continuerà a rispettarle e counselor e famiglia del veterano dovranno conoscerle per accompagnarlo nel processo di trasformazione.

“In guerra non ci sono scale di colori: o è bianco o è nero”, afferma Frank e aggiunge: “la guerra in sé è psicologicamente facile”.

Ritornare in un mondo caratterizzato da diverse sfumature di colori non è semplice per il veterano.

L’atteggiamento del counselor è fondamentale

Un altro aspetto fondamentale è l’atteggiamento del counselor: deve credere intensamente (o, aggiungo io, agire congruentemente “come se” credesse) alla possibilità da parte del veterano di evolvere, di trasformarsi. Le capacità di osservazione ed ascolto dei veterani (fondamenta su cui si basano le possibilità di sopravvivenza in guerra) sono le migliori e qualsiasi incongruenza da parte del counselor verrà immediatamente rilevata dal militare.

Detto più semplicemente: se il counselor non crede nel potenziale di cambiamento del veterano questo risulterà evidente (attraverso il comportamento non verbale) al militare che potrebbe credere al fatto di non essere in grado di evolvere.

Purtroppo sono molti i counselor che operano con veterani e ritengono che ci sia qualcosa di “sbagliato” o di “rotto e non più riparabile” o che siano “matti” e senza possibilità di “recupero”.

“Se non credete alla possibilità di evoluzione dei veterani – aggiunge Frank – lasciate stare i miei soldati”

che Frank stesso considera dei fratelli, ben consapevole sulla sua pelle delle enormi difficoltà che un veterano affronta al suo rientro.

Le conoscenze e abilità fondamentali dei counselor per veterani

Frank poi approfondisce tanti altri temi che provengono dal suo programma Practitioner in PNL con applicazioni dirette nell’ambito del Counseling per veterani: i counselor che se ne occupano devono conoscerle ed utilizzarle per assistere il veterano nel complesso processo di trasformazione.

Tra queste ad esempio:

  • le sei calibrazioni primarie,
  • la gestione del proprio stato con un modello di cambiamento dedicato,
  • la conoscenza e l’utilizzo dei sistemi rappresentazionali,
  • l’uso sistematico delle negazione,
  • marcature analogiche,
  • equivalenze complesse,
  • “power terms” e assunzioni,
  • linguaggio per il cambiamento (le parole chiave da utilizzare con i soldati),
  • il processo del cosiddetto “chunk down”.

Frank poi passa a fornire un elenco concreto e pronto all’uso di potenti domande da utilizzare nelle sessioni di counseling con i veterani per andare nella direzione della trasformazione.

Mette poi in evidenza l’importanza del coinvolgimento nel programma di counseling della famiglia del veterano.

Un aspetto particolarmente interessante è stato quello di identificare le domande stupide che il veterano si sentirà porre una volta rientrato nella società e l’importanza del role playing con il veterano (future pacing in linguaggio PNL) di queste situazioni in un proficuo clima di apprendimento in modo da meglio affrontare le situazioni quando capiteranno.

I sintomi del PTSD nei veterani e cenni sui possibili trattamenti

Frank poi passa in rassegna i sintomi (visti nella maggior parte dei casi come “richieste di trasformazione” da parte del soldato) del disturbo post traumatico da stress nei veterani e vengono accennate le possibili vie per il loro trattamento, con esempi specifici dell’esperienza di Frank stesso con i suoi clienti.

Tra gli altri:

  • flashback
  • “intorpidimento” emozionale
  • vigilanza accresciuta e ipereccitabilità
  • abuso di droga ed alcool
  • desiderio di fare attività pericolose
  • pensieri di suicidio
  • letargia
  • evitamento di posti pubblici
  • inabilità a mantenere un lavoro
  • non abilità di essere gentile o intimo nelle relazioni
  • attività o comportamenti violenti
  • senso di colpa per essere sopravvissuto

I 9 principi fondamentali come guida nel processo di trasformazione

Frank poi condivide i 9 principi fondamentali che le persone di maggior successo (inteso in senso ampio) incorporano nella loro vita di ogni giorno e che costituiscono un’importante guida del processo di trasformazione del veterano in uomo di saggezza.

Il seminario poi si conclude con un lavoro che i partecipanti fanno su quanto appreso durante il seminario e su come precisamente utilizzeranno quanto appreso nella loro vita di ogni giorno.

Che dire, un programma ricchissimo ed entusiasmante in un paese che ha bisogno di affrontare con forza e urgenza un tema che la maggior parte di noi italiani vede così lontano.

Un ringraziamento speciale ed un augurio di cuore

Grazie Frank della tua passione di condividere e di rendere concretamente questo mondo un posto migliore.

Spero che la tua parola sia ascoltata e soprattutto agita

Andrea Frausin

 


I corsi 2018 in Programmazione Neuro Linguistica della Scuola di Alta Formazione Talenti:

Special Practitioner in PNL con Andrea Frausin, certificazione internazionale Meta International

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Premium Master Practitioner in PNL con Andrea Frausin e Frank Pucelik, certificazione internazionale Meta International

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Original NLP International Trainers Training con Frank Pucelik e Andrea Frausin, edizione 2018-2019, certificazione internazionale Meta International

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Guerrilla Time, più tempo nella tua vita, più vita nel tuo tempo

Guerrilla Time: più tempo nella tua vita, più vita nel tuo tempo

Andrea-Frausin-Guerrilla-Time-Franco-Angeli-front

La nascita di Guerrilla Time

Qualche anno fa, ho avuto la fortuna di conoscere e formarmi con Jay Conrad Levinson, il padre del Guerrilla Marketing, il marketing per small business (e non soltanto) più famoso al mondo, con oltre 22 milioni di copie vendute nella serie omonima di libri.

L’ultima sera, dopo il seminario, ho parlato con Jay nella sua casa di Debary, vicino ad Orlando (Florida), fino a notte inoltrata, parlandogli dell’evoluzione migliorativa della PNL, la PNL Nuovo Codice, co-creata e sviluppata principalmente dal dr. John Grinder. Jay era entusiasta, mi ascoltava e faceva diverse domande con uno sguardo di grande curiosità.

Mentre parlavo con lui, ho fatto notare a Jay come nella serie di libri sul Guerrilla, mancasse un testo su una delle abilità fondamentali nel Guerrilla Marketing, ovvero l’abilità di dar valore al proprio tempo, e mi sarebbe piaciuto lavorarci. Proprio qualche ora prima era stato Jay stesso a sollecitare, davanti ad un centro commerciale mentre eravamo seduti in macchina, a scrivere dei testi che rappresentassero le mie conoscenze e abilità, permettendone la loro diffusione.

Il discorso rimase in sospeso lì, con l’intesa di riparlarci al riguardo entro breve. Qualche mese dopo Jay mi venne a trovare a Trieste, essendo in Europa a Budapest per un seminario sul Guerrilla Marketing alla presenza di 250 responsabili marketing, e alti vertici aziendali, prevalentemente di grandi (!) aziende europee.

Seduti ad un tavolo di un locale nella mia città natale, mentre fuori imperversava un forte temporale, gli raccontai per oltre un’ora del libro che avevo in mente, delle sue differenze rispetto ad ogni altro libro e contenuto cui avevo avuto accesso riguardo il tema del cosiddetto time management e dei benefici di chi lo leggerà.

Jay ascoltava con grande attenzione e finita la mia presentazione disse: “more time in your life, more life in your time” (più tempo nella tua vita, più vita nel tuo tempo). Rimasi sbalordito della capacità di sintetizzare in un’unica frase quanto avevo cercato di far passare in oltre un’ora.

Guerrilla Time in Azienda: Guerrilla Corporate Time

Nel frattempo, mentre sviluppavo la struttura di Guerrilla Time, i suoi principi fondanti erano già (da tempo) all’opera nell’ambito aziendale per coniugare performance e soddisfazione. L’ultima evoluzione del percorso, prima dell’uscita del libro è stato Corporate Timepiù tempo nel tuo lavoro, più qualità nel tuo tempo. Dalla presentazione del percorso si legge che Guerrilla Corporate Time è “l’innovativo e testato percorso formativo intensivo per il personale di aziende che desiderano coniugare aumento della produttività con soddisfazione e benessere per i propri dipendenti e collaboratori. E’ il frutto di un mix articolato di conoscenze e competenze che rendono veramente fruibili e immediatamente applicabili avanzate metodologie e strumenti concreti per migliorare qualità e valore del proprio tempo, utilizzando il meglio selezionato delle tecnologie del miglioramento personale e professionale.”

Ecco la referenza dell’iniziativa:

Corporate Time: come migliorare la performance e la soddisfazione aziendale
“Abbiamo particolarmente apprezzato la professionalità e concretezza di Andrea Frausin durante il percorso “Corporate Time” tenuto per il personale della nostra azienda. I risultati sia in termini di soddisfazione dei partecipanti sia di applicazione di quanto appreso, con un forte miglioramento nella gestione e qualità del tempo lavorativo, sono stati notevoli. Egli ha fornito una serie di strumenti nuovi e spunti pratici con cui affrontare lo stress del lavoro quotidiano e la gestione del proprio tempo, dando una impostazione interattiva alla giornata e riuscendo a tenere alta l’attenzione dell’aula attraverso una buona combinazione di momenti teorici ed esercizi pratici.”
Emanuela Parisi – HR Director –  Alliance-Healthcare Italia

La pubblicazione di Guerrilla Time

Il testo ormai era prossimo alla sua stesura definitiva, lo concludo e, soddisfatto, lo pubblico “self-published” in Italia in italiano.

Guerrilla Time viene poi pubblicato (2014) a New York con Morgan James Publishing in lingua inglese (in copertina nell’edizione internazionale compare anche il nome di Jay, quale onore per me essere entrato nella serie di libri sul Guerrilla) e da quest’anno è disponibile nelle principali librerie italiane fisiche e online (anche in formato elettronico), edito da Franco Angeli.

Di cosa tratta in sintesi Guerrilla Time

Il libro NON è un classico libro sul time management e NON tratta del Guerrilla Marketing.

Il libro infatti ha come focus come aumentare la qualità della propria vita e del proprio tempo ed il proprio benessere, fornendo metodologie, spunti e strumenti concreti (più di 150) anche per un time management più efficiente ed efficace, sfruttando appieno l’evoluzione delle discipline dello sviluppo personale e professionale (con un contributo decisivo della PNL Nuovo Codice).

Guerrilla Time è un affascinante viaggio ad una migliore scoperta di sé stessi per potersi godere maggiormente il tempo, per ottimizzarlo quando necessario, per indagare le nostre vere priorità, per imparare dalla nostra esperienza, dalle nostre esigenze e bisogni. Guerrilla Time è un manuale per chi desidera, migliorando la qualità del proprio tempo (lavorativo e non), incrementare sensibilmente la qualità della propria vita.

Il libro ha la prefazione niente di meno che del dr. John Grinder, ritenuto massimo esperto mondiale nello sviluppo personale, professionale ed organizzativo, e divenuto famoso per aver co-fondato la disciplina che ha rivoluzionato, a partire dagli anni ’70, tra gli altri il mondo della terapia, del coaching, del counseling, della comunicazione… Per chi si interessa ad occupa di PNL, forse è superfluo ricordare che John Grinder è co-fondatore della PNL Codice Classico e Nuovo Codice.

Qui di seguito l’estratto della testimonianza di Jay Levinson su Guerrilla Time:

Ho letto molti libri sul tempo e sulla gestione del tempo ma questo libro va molto oltre. Ti suggerisco di leggerlo, usarlo, metterlo in pratica e di sorprenderti dei miglioramenti nella qualità della tua vita. La tua produttività, performance e soddisfazione aumenteranno ben oltre le tue aspettative…

Puoi scaricare gratuitamente le 7+ differenze tra time management tradizionale e Guerrilla Time iscrivendoti qui: www.guerrillatime.it

Parlano di Guerrilla Time:

Donna Moderna

e tra poco…

Dove trovare Guerrilla Time

Ecco dove trovare Guerrilla Time:

Guerrilla Time su FrancoAngeli.it

Guerrilla Time su Amazon.it

e in tante altre librerie online e fisiche.

Un suggerimento per il lettore: rileggi Guerrilla Time più e più volte, ogni volta scoprirai qualcosa di nuovo che avrà ancora più valore grazie anche alle applicazioni che farai dei vari strumenti proposti. Buone avventure

PNL accreditata con standard di livello universitario

Immagine post PNL universita

Lo sapevi che sotto la parola PNL si celano in realtà approcci molto diversi tra loro?

Lo sapevi che in Italia esistono dei percorsi in Programmazione Neuro Linguistica (PNL) cui sono stati riconosciuti standard di livello universitario?

Da diversi anni lavoro per dare una credibilità di alto profilo ad una disciplina molto dibattuta e allo stesso tempo, a mio avviso e secondo la mia esperienza diretta, molto promettente denominata Programmazione Neuro Linguistica (PNL), nata in California agli inizi degli anni ’70, e ormai da tempo diffusa in tutto il mondo.

Sul web si leggono di cotte e di crude sulla PNL (a mio avviso anche giustamente data la confusione che regna nel settore) e ho scritto questo articolo per far sapere, a chi è interessato ad una conoscenza non superficiale della PNL ed ha dei motivati dubbi visto quello che si sente e legge in giro, che c’è anche un’altra PNL, che si pone come un serio contributo per aumentare realmente le scelte nella vita delle persone, ponendosi chiari scopi, confini ed indirizzi precisi e standard di qualità elevati.

Esperienze e accreditamenti: in Italia esistono percorsi di PNL cui sono riconosciuti standard di livello universitario

Chi mi conosce dal vivo sa che sono tipicamente considerato una persona estremamente pragmatica ed orientata ai risultati. Pertanto è sui risultati che dovremo confrontarci. Per questo motivo a chi è seriamente interessato a valutare le diverse PNL che esistono invito a farne esperienza diretta e a valutarne i risultati da sé. Dato che esistono talmente tante “versioni” di PNL da rendere quasi impossibile il compito di esplorazione diretta ad ampio raggio, racconterò di seguito alcune parti del mio percorso soffermandomi su qualcosa che per me non è così importante ma che può far capire la serietà ed il riconoscimento di “canali ufficiali” (oltre a quelli degli Istituti di PNL) dell’approccio che propongo e sto portando avanti qui in Italia.

Nel 2006 sono stato chiamato da un Professore di Psicologia operante presso l’Università di Trieste per tenere come docente il corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale “Counseling, il sistema di ascolto nelle relazioni interpersonali”, presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste. Il corso nella precedente edizione era stato tenuto da docenti che non avevano risposto alle esigenze dell’iniziativa, pertanto avevo il compito di “recuperare” in qualche modo l’attività dell’anno prima. Il risultato è stato che nell’anno successivo, il passaparola spontaneo degli allievi del primo corso da me tenuto aveva fatto sforare, come richieste di adesione, il numero massimo di possibili iscritti. Due sono state le edizioni che ho curato personalmente tenendo la parte maggiore (in termini di tempo) delle lezioni ed essenzialmente insegnando quello che può essere definito il Practitioner in PNL Codice Classico (essenzialmente i modelli principali sviluppati inizialmente da Bandler, Grinder e Pucelik dal 1971 al 1976 e successivamente, dal 1976 al 1979 da Bandler e Grinder, con la prospettiva dell’evoluzione avvenuta in 30 anni di sperimentazioni e affinamenti).

Sempre in quegli anni, ho inoltre tenuto con un mio collega, un intervento presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Torino invitato dal Prof. Giuseppe Vercelli, noto psicologo nel campo sportivo.

Forte delle positive esperienze del 2006 e 2007, e dato che i miei contenuti erano stati considerati “fortemente professionalizzanti”, nel 2011 sono stato anche Professore a contratto presso l’Università di Trieste, insegnando la Programmazione Neuro Linguistica applicata al Counseling nel “Master in Counseling socio-sanitario” presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Nel frattempo, nel 2010, il mio istituto (www.pnloriginale.it) ha ottenuto la certificazione di due percorsi formativi dal Centro Universitario Internazionale che ne ha accreditato gli standard di livello universitario, il percorso in 9 giornate (o 7 intensive) PNL Nuovo Codice (percorso di accreditamento in PNL Nuovo Codice) ed il percorso International NLP Coaching Certification (percorso di formazione per Coach con la PNL prevalentemente Nuovo Codice).

Nello stesso anno io come docente ho ottenuto dallo stesso Centro Universitario Internazionale l’accreditamento didattico e scientifico per la mia attività. Inoltre sono stato accreditato, “dietro approvazione e parere favorevole del Consiglio Scientifico, composto da 7 docenti universitari”, come docente di coaching del Centro Universitario Internazionale con relativa iscrizione al Collegio dei docenti di Coaching.

L’accreditamento è stato così “motivato”:

preso atto: a) del curriculum del Dott. Andrea Frausin; b) della relazione del prof. Umberto Zerbini, presidente della Commissione di Accreditamento Docenti e Presidente del Collegio dei docenti di Coaching, a seguito di sua partecipazione personale alle attività formative del Dott. Andrea Frausin; c) tenuto conto che il Dott. Frausin ha dimostrato solide conoscenze e competenze delle teorie e modelli della psicologia del comportamento, delle scienze cognitive e dei relativi modelli generativi del cambiamento umano rivolti a individui, gruppi ed organizzazioni, le quali vanno ben oltre la sua attività di didatta in PNL

Per chi non ne è a conoscenza, “i fini istituzionali del Centro Universitario Internazionale approvati con decreto ministeriale 29/3/1996 impongono di orientare studenti, ricercatori e docenti a svolgere le migliori e significative opportunità di formazione, studio e ricerca; il Centro Universitario Internazionale ha il mandato di individuare i migliori percorsi formativi non istituzionali nell’ambito delle scienze umane e dello sviluppo personale presenti sul territorio italiano”.

Negli anni ho formato diversi psicologi e psicoterapeuti che so utilizzare quanto appreso all’interno delle loro professioni nonché medici e infermiere.

Uno psicologo e ora ricercatore di Neuroscienze a Londra ha così commentato dopo un corso con me: “ho imparato di più in questi 10 giorni di percorso con te a cosa fare con un paziente che in 5 anni di Laurea in Psicologia”. Ma questo ha a che fare, a mio parere, più con le attuali palesi inefficienze di certi percorsi universitari in certe Università che per soli meriti personali.

Nel 2013 sono stato iscritto nella sezione A (docenti di Coaching) nel Registro Nazionale Coach Professionisti e nello stesso anno un terzo percorso formativo del mio istituto è stato accreditato dal Centro Universitario Internazionale, il percorso Certificazione Coach PNL Nuovo Codice, che dà accesso, al pari del succitato International NLP Coaching Certification, superati gli esami previsti (comportamentali e scritti) e svolta la tesina prevista dal Centro Universitario Internazionale, al Registro Nazionale Coach Professionisti, altrimenti prevista solo per chi ha una formazione universitaria in Coaching

(per più specifiche e puntuali informazioni in merito, invito alle lettura di due articoli:

http://www.andreafrausin.it/voglio-diventare-un-coach/

http://www.andreafrausin.it/il-coaching-italia/)

Successivamente i vari percorsi sono evoluti e migliorati, altri corsi sono stati introdotti e ad oggi molti dei percorsi della Scuola di alta Formazione Talenti, che opera in convenzione con il Centro Universitario Internazionale, hanno riconosciuti standard universitari come ad esempio il percorso Master Coaching ed il percorso Certificazione Coach, entrambi tenuti con un approccio multidisciplinare e tra le discipline fondanti la PNL e la PNL Nuovo Codice con fondamenti scientifici trovano il loro meritato posto per la pragmaticità, concretezza ed efficacia.

Nonostante il riconoscimento degli standard di qualità universitari i percorsi succitati sono frequentabili anche da non laureati e da non diplomati, non ci sono speciali pre-requisiti di frequenza (se non una grande volontà di apprendere), l’ambiente di apprendimento è familiare ed il clima è adatto ad un apprendimento esperienziale, con una prevalenza di esercitazioni pratiche. Tra le sessioni formative è fortemente consigliata la pratica disciplinata, l’unica via per un vero apprendimento della PNL (vi suggerisco di diffidare di chi vi promette che la PNL si impara facilmente e senza alcun impegno in “solo” qualche giornata).

NOTA BENE: le docenze svolte e gli accreditamenti sopra descritti NON attestano la qualità della formazione PNL, attestano la qualità che è stata riconosciuta alle modalità e agli specifici contenuti trattati nei percorsi che seguo direttamente e personalmente come docente e/o come responsabile didattico.

Infatti “c’è PNL e PNL”, ci sono trainer (docenti) e”trainer” (”docenti”) di PNL.

Attenzione: c’è PNL e PNL (ovvero: guarda cosa c’è sotto l’etichetta)

E’ bene sottolineare che, con le eccezioni descritte più sopra (relative all’istituto di cui sono il responsabile didattico) cui si aggiunge una scuola di psicoterapia PNL accreditata, la PNL in Italia (come in tanti altri paesi) non ha alcun riconoscimento formale. Io stesso, se nel 2004 non avessi incontrato il dr. John Grinder, avrei probabilmente “formalmente” abbandonato il campo, dato che, data la mia reputazione di persona che “porta risultati”, era per me pregiudizievole l’accostamento a tanti “aspiranti guru”, a diversi “affabulatori di pubblico” e a tanti che perpetrano vere e proprie truffe usando la parola PNL (come purtroppo in tanti altri settori).

Oltre ad esserci chi si è approfittato della popolarità del termine PNL per vendere di più e oltre l’assenza di standard formali internazionali riconosciuti per la formazione nella stessa (colpa, come ammesso dallo stesso dr. Grinder, dei fondatori della PNL), in effetti anche osservando le (purtroppo poche) persone serie che insegnano la PNL, ci sono diversi “tipi” di PNL.

Personalmente ho scelto di formarmi con tutti e tre i suoi co-fondatori, andando alla fonte, Richard Bandler, John Grinder e Frank Pucelik, e sono stato nominato da tutti e tre (separatamente) trainer in PNL, sviluppando poi un mio stile personale di PNL che rispetta autonomamente sia gli standard di qualità previsti da Frank Pucelik sia quelli previsti da John Grinder. Nel 2018 inoltre sono stato certificato Master Trainer in PNL da Frank Pucelik, co-fondatore della PNL, e da Meta International, nel primo gruppo internazionale di Master Trainer in PNL mai nominato dalla prima associazione di PNL al mondo.

Chi mi ha visto all’opera sostiene che sono uno dei più “puristi” nel campo della PNL: in realtà se insegno la PNL voglio che sia insegnata realmente la PNL e non qualcos’altro cui viene messa l’etichetta “PNL” solo per vendere di più. Se nei corsi cito o faccio uso di qualcosa che non ha a che fare direttamente con la PNL (ad esempio il metodo Feldenkrais, che utilizziamo ad esempio nei percorsi per facilitare l’accesso ad uno stato di consapevolezza corporea utile per trarre il meglio da alcuni esercizi di PNL), cito le fonti (abitudine dimenticata da tanti sedicenti guru che calcano le scene fisiche e del web che semplicemente “copiano ed incollano” contenuti e stili di altri, senza citarne la fonte, alimentando a mio avviso smisuratamente e comprensibilmente lo scetticismo in toto verso la PNL).

Due aspetti risultano a mio parere molto importanti per distinguere la PNL da ogni altro campo di studio e che rappresentano dei contributi realmente originali della PNL, aspetti che vengono ripetutamente citati da John Grinder nei suoi seminari e nelle sue interviste e che sono sistematicamente disattesi in buona parte purtroppo dei corsi di “PNL”:

  • il rispetto della distinzione processo e contenuto: tutti i modelli di PNL sono modelli di processo (purtroppo lo stesso Bandler, pur lavorando a livello di processo, usa più volte contenuti, rendendo complesso a chi si forma da lui cogliere e usare questa fondamentale distinzione); “se non è processo non è PNL” afferma giustamente John Grinder, che cita le seguenti tre fonti, nella sua storia personale, della distinzione processo-contenuto così importante per distinguere la PNL da altri contributi che studiano l’eccellenza umana: l’influenza dei gesuiti, il lavoro che lo stesso Grinder ha svolto nell’intelligence americana, il suo lavoro come linguista;
  • il processo che ha dato vita alla PNL ovvero il cosiddetto “modellamento PNL” ben distinto dal cosiddetto “modellamento analitico” proposto per modellamento PNL dalla maggior parte delle scuole di formazione in PNL; il modellamento PNL è quel metodo specifico e distintivo di apprendimento accelerato che ha dato vita a tanti modelli e strumenti della PNL.

Data la rilevanza dei due temi, che segnano dei precisi confini tra ciò che è PNL e ciò che NON è PNL da parte di uno dei suoi tre co-fondatori, ho approfondito e approfondirò questi due aspetti cruciali in altri contributi.

Per chi desidera avvicinarsi alla PNL o che vuole approfondirla suggerisco di informarsi molto bene prima, andando al di là delle roboanti affermazioni di tanto marketing: fate domande e pretendete risposte.

Inoltre un altro fondamentale suggerimento: beh, data la lunghezza di questo articolo, lo tratterò in un altro contributo.

Nel frattempo potete seguirmi sul blog del mio sito personale www.andreafrausin.it e su Facebook https://www.facebook.com/performancespecialist

Per informazioni dirette scrivetemi pure a: info@talentigroup.net

A presto

Andrea


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Il Coaching in Italia: cosa devono sapere i clienti (coachee), gli aspiranti coach e i coach

Aspetti legali della professione del Coach, Associazioni di Coach, Renacop (Registro Nazionale Coach Professionisti) e la formazione per coach

Un paio di giorni fa ho ricevuto un utilissimo commento al mio post “Voglio diventare un Coach” che mi ha fatto comprendere quali e quanti siano i dubbi e quanto regni sovrana la confusione inerente l’attività di Coaching in Italia, il “riconoscimento” sul territorio italiano delle svariate Associazioni di Coach presenti, che cosa sia il Registro Nazionale Coach Professionisti, cui tra l’altro possono accedere gli allievi dei nostri (Talenti Group, Original NLP – PNL Originale) percorsi di Coach (alla formazione da noi erogata è stata infatti riconosciuta una qualità “di standard universitario”).

Data l’importanza istituzionale delle considerazioni, ho chiesto al Prof. Umberto Zerbini, Presidente del Centro Universitario Internazionale, di chiarire la situazione, cosa che il Prof. Zerbini, che ringrazio, ha fatto con un articolo molto denso, particolareggiato e con espliciti riferimenti normativi. Ritengo questo contributo importante sia per i coach che già operano sul territorio sia per chiunque si avvicini al Coaching, per diventare un Coach o per avvalersi di un Coach come cliente (coachee). Lo potete leggere nel seguito.

Buona lettura

Andrea

Carissimo Andrea,

rispondo con piacere alla tua richiesta.

In Italia la professione di Coach non è a tutt’oggi regolamentata, rientra cioè tra quelle cosiddette “non regolamentate o non ordinistiche” (non organizzate in ordini, albi o collegi).

Come tale, l’attività di Coach rientra nelle legge n. 4/2013 (GU n.22 del 26-1-2013) – con la quale sono state emanate le “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”.

La legge 4/2013 attua l’art. 117, terzo comma, della Costituzione  nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, fornendo precise “disposizioni” per lo svolgimento di attività professionali  non organizzate in ordini o collegi. Quindi la legge non le “riconosce”, ma delinea le disposizioni cui attenersi.

Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», si intende “l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi “

Chiunque svolga una delle professioni non ordinistiche (tra queste appunto anche il Coaching) è tenuto a contraddistinguere la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della presente legge.  L’ inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206), ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

Chiunque svolga una attività professionale non riconosciuta (come quella di Coach) dovrà quindi obbligatoriamente ed esplicitamente indicare – in ogni documento o rapporto verso il cliente – di svolgere “attività professionale ai sensi della legge 4/2013”. Il non adempimento è sanzionato.

L’ esercizio della professione di Coach – come dispone la legge –  è quindi libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista.

La professione può essere esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente.

Ai sensi dell’art. 2 della legge, coloro che esercitano la professione di cui sopra possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, “senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva”.

Ciò significa che nessuna delle “associazioni” di Coach presenti nel territorio Italiano può vantare vincoli di rappresentanza verso i professionisti, nessuna è “riconosciuta” od “autorizzata” a rappresentare, riconoscere od accreditare tale attività professionale in nome e per conto della Amministrazione dello Stato. 

Tali associazioni possono naturalmente operare su base privatistica per il perseguimento dei propri scopi associativi, ma non lo fanno in nome e per conto dello dello Stato. Stesso dicasi per i percorsi formativi da queste offerti. Ciò nulla toglie ovviamente alla loro dignità, al loro eventuale prestigio e alla loro utilità.

Il Ministero dello Sviluppo Economico – pur tenendo un elenco delle associazioni di cui sopra, al quale peraltro non è fatto obbligo aderire – specifica in modo inequivocabile che: “anche l’inserimento in tale elenco non ha alcun valore di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del Ministero. Vedasi sito istituzionale del Ministero:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/impresa/mercato/pillole_informative.pdf

Il legislatore con la legge 4/2013 non “riconosce” la professione o le relative associazioni di professionisti, bensì fornice “disposizioni” per il suo svolgimento, a tutela del consumatore e nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione.

Obiettivo specifico e primario della legge è contrastare pratiche commerciali scorrette rispetto a discipline attualmente regolamentate dallo Stato, ribadendo i criteri fondanti della: competenza, affidamento della clientela, correttezza, specializzazione dell’offerta e responsabilità del professionista.

In tale contesto normativo (fondamenti nello svolgimento dell’attività e rispetto della materia sulla concorrenza per chi svolge professioni non regolamentate) può essere utile anche distinguere se lo sviluppo di competenze e la specializzazione dell’offerta formativa sono offerte da soggetti che si auto regolamentano o soggetti che attuano precisi fini istituzionali.

Possiamo distinguere tre gruppi: a) Enti/Istituti Privati, b) Enti Legalmente Riconosciuti c) Enti Pubblici.

Gli Enti/Istituti Privati (associazioni e scuole private) possono auto-deliberarsi, auto-certificarsi ed auto-regolamentarsi, rientrando tali atti nell’ambito di attività privatistica non sottostante a vigilanza della Pubblica Amministrazione.  Alcune perseguono peraltro in modo accurato il fine di “valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza”. 

Negli altri due casi, ogni atto o delibera attuativa avviene sotto controllo e vigilanza della Amministrazione dello Stato. Gli Enti Legalmente Riconosciuti acquisiscono, con specifico Decreto Ministeriale, la cosiddetta “Capacità Giuridica”, che conferisce loro il diritto giuridico di attuare e far valere ben precisi “fini istituzionali” inseriti nello statuto dell’Ente. Sono proprio questi fini istituzionali ad esser oggetto del riconoscimento giuridico. Gli Enti Pubblici sono chiaramente regolati in modo diretto dalla Amministrazione dello Stato. 

Venendo al RENACOP, come dice il nome stesso – “REGISTRO”- esso non è una associazione o federazione di professionisti auto regolamentata ed auto accreditata, non persegue alcun fine formativo o associativo, ma “elenca i COACH PROFESSIONISTI (operanti a livello NAZIONALE) la cui formazione risponde a precisi requisiti di standard universitario“, siano essi iscritti o non iscritti ad associazioni private di categoria. L’iscrizione a tale Registro, infatti, è gratuita ed è consentita a coloro la cui formazione rientri in tali standard. Non è un caso che la quasi totalità dei professionisti inseriti in tale Registro siano Psicologi abilitati dallo Stato all’esercizio della professione, i quali hanno anche perfezionato la loro formazione nelle metodologie del Coaching, siano esse in ambito Clinico, Esistenziale, Educativo, Aziendale. Peraltro, la valutazione delle domande di ammissione è preposta esclusivamente ad una Commissione Scientifica composta da docenti universitari. 

La  “delibera istitutiva ” del Renacop è infatti un preciso documento attuativo dei fini istituzionali approvati con Decreto Ministeriale di Riconoscimento Giuridico 29/3/96 al Centro Universitario Internazionale (Ente Legalmente Riconosciuto), il quale ha anche conseguentemente provveduto a Registrarne il Marchio presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

http://www.cui.org/fini-istituzionali/

http://www.cui.org/riconoscimenti-e-accreditamenti/

La “genesi” e le finalità sono chiaramente ed espressamente indicate nel sito ufficiale del Registro:

http://www.renacop.it/1/fondazione_e_scopi_3121626.html

Concludendo:

la professione di Coach in Italia non è ancora regolamentata, e quindi lo Stato non ha definito alcun criterio normativo per cui scuole o associazioni private possano chiedere una qualche forma di riconoscimento o qualche atto autorizzativo che consenta a una di queste, “primus inter pares”, di accreditare o “riconoscere” altre associazioni o scuole private (nel caso di una eventuale – e auspichiamo prossima – regolamentazione, la formazione diverrebbe certamente di esclusiva competenza delle Università ed Enti Riconosciuti).

In un contesto giuridico dove chiunque può proporsi al mercato come Coach – con formazioni di qualunque tipo e livello – il Registro RENACOP è stato istituito per tenere “elenco dei professionisti formati secondo determinati standard di livello universitario”, sulla base appunto delle finalità istituzionali – riconosciute – del Centro Universitario Internazionale, e ciò al di fuori di interessi e dinamiche corporative. RENACOP elenca quindi i professionisti della disciplina di riferimento sulla base esclusiva dei loro standard formativi, indipendentemente dalla loro appartenenza o meno ad associazioni o federazioni, fornendo loro aggiornamento permanete (e gratuito) finalizzato al miglioramento costante delle competenze e della specializzazione dell’offerta.

Ad oggi la legge non impone assolutamente di svolgere percorsi formativi presso istituzioni od enti riconosciuti, o di iscriversi ad elenchi che ottemperano a determinati criteri istituzionali, sta casomai alle scuole private e ai professionisti in questione coglierne eventualmente l’opportunità, e certamente Original NLP e Talenti Group la hanno colta, dimostrando di aver assolto, per qualità didattica, metodologia e sistematica sperimentazione di modelli, quei fondamenti della professione non ancora “regolamentati” dallo stato ma fondanti una formazione qualitativa di standard universitario, a tutela del consumatore e ad integrazione delle attuali professioni ordinistiche.  

Prof. Dott. Umberto Zerbini

Presidente Centro Universitario Internazionale

Ente Riconosciuto con D.M. 29/3/96

Registro Persone Giuridiche  387/96


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Percorsi formativi per chi desidera utilizzare le abilità e gli strumenti del coach all’interno dei suoi contesti professionali, organizzativi o familiari sia per chi desidera svolgere l’attività di coaching come professionista

Scuola di Alta Formazione Talenti in convenzione con Centro Universitario Internazionale

Master Coaching con certificazione Centro Universitario Internazionale

Certificazione Coach con certificazione Centro Universitario Internazionale

I corsi 2018 in Programmazione Neuro Linguistica della Scuola di Alta Formazione Talenti:

Special Practitioner in PNL con Andrea Frausin, certificazione internazionale Meta International

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Premium Master Practitioner in PNL con Andrea Frausin e Frank Pucelik, certificazione internazionale Meta International

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L’importanza della scelta dell’istituto di formazione nel quale formarsi

Sembra che il coaching sia una delle attività a maggiore sviluppo e sempre più persone si avvicinano a tale attività. Una delle prime scelte da compiere per diventare un Coach è la scelta dell’istituto di formazione presso il quale formarsi.

Le offerte sul mercato sono molte e si trovano tra le più fantasiose, di tutti i gusti.

Infatti, non essendo il coaching un’attività disciplinata, chiunque può apporre la targhetta “coach” davanti al proprio ufficio/studio professionale/casa e chiunque può auto-accreditarsi istituto di formazione di coach.

In questo articolo desidero fare un po’ di chiarezza nel complesso processo di scelta dell’istituto di formazione nel quale formarsi per diventare un coach per riuscire a farsi un quadro il quanto più completo possibile per prendere una decisione .

 

Contesto

Innanzitutto, sebbene da più parti si legga che il coaching sia un’attività in rapido sviluppo (qui i dati non sono concordanti), nella mia esperienza professionale, sia di coach che di formatore di coach, mi sono ben presto reso conto, sebbene questo particolare molte volte venga occultato, che esistono, come in tante altre professioni, grandi differenze nella categoria dei cosiddetti coach. C’è chi è apprezzato, guadagna bene, svolge un’attività pienamente soddisfacente da diversi punti di vista. C’è chi (ed è la maggioranza) arranca con questa attività, lo fa molto spesso come dopolavoro e non riesce nemmeno lontanamente a sbarcare il lunario.

Occorre quindi munirsi di conoscenze e competenze distintive per distinguersi sul “mercato” e fare una professione meravigliosa e stimolante con soddisfazione e profitto.

 

Elementi chiave distintivi

Quali sono quindi i fattori chiave nella professione di coach?

A mio avviso due sono quelli fondamentali, pur con il rischio, di ipersemplificare:

1. aver acquisito le conoscenze e sopratutto le competenze professionali per esercitare questa attività (anche in auto-applicazione): in poche parole saper facilitare cambiamenti rilevanti desiderati nei clienti (e in sé stessi), produrre risultati;

oggi più che mai moltissime aziende e moltissime persone hanno bisogno di strumenti concreti per aumentare le proprie scelte, per migliorare la performance, la produttività e in ultima analisi la qualità della propria vita. E un coach di eccellenza è un supporto fondamentale per rispondere a queste esigenze.

2. aver acquisito adeguate competenze comunicative e di marketing; se nessuno ti conosce, puoi essere il più bravo coach del mondo

 

La scelta dell’istituto con il quale acquisire le conoscenze e competenze chiave

E qui arriva il bello.

Il primo problema da affrontare è noto (non solo nel mondo del coaching) con il termine “asimmetria informativa”. Chi vuole diventare un coach si trova a fare una scelta senza possedere tutte le informazioni per prendere la decisione, informazioni che potra, almeno in parte acquisire, a scelta o scelte fatte.

Come faccio a riconoscere un istituto “serio” dove per serio si intende in grado di fornirmi un set distintivo di conoscenze e competenze al fine di entrare dalla porta maestra nel mondo del coaching?

Questo articolo mira tra l’altro a fare un po’ di chiarezza su alcuni elementi conoscitivi molto importanti per la decisione.

 

Coaching, quale coaching?

Innanzitutto esistono diversi tipi di approcci al coaching, talvolta addirittura in contrasto tra loro. Un primo punto di attenzione è quindi: quale approccio utilizza l’istituto che sto considerando tra le mie scelte possibili?

Suggerisco di diffidare di chi dice di utilizzare decine di metodi e approcci diversi, potreste ritrovarvi alla fine con tanta teoria e poca pratica ed una insana confusione davanti al cliente.

 

Certificazione

Quando si sceglie un istituto di formazione per diventare coach, quanto contano in tale scelta le “certificazioni” che vengono rilasciate da tale istituto al completamento del percorso?

La mia risposta a questa domanda è connessa a quanto esposto al punto “elementi chiave distintivi”. Cercate istituti che vi diano le competenze distintive.

Dal momento che il mercato è così “ricco” di proposte come faccio? Come faccio a valutare gli approcci che propongono?

L’esperienza è la via maestra anche se è molto difficile fare esperienza di tutto e tutti, vi servirebbero diverse vite.

E allora arriviamo alle “certificazioni”.

Come dicevo, chiunque può domani iniziare ad operare in Italia come Coach, NON è un’attività regolamentata.

Esistono diverse associazioni di coach, ma nessuna è riconosciuta ufficialmente checché ne dicano, sono associazioni che si autoregolamentano e decidono al loro interno criteri di ammissione, requisiti ecc. Nulla di male in tutto ciò anche se è importante saperlo, molto spesso sento diversa confusione sul tema.

Pochi sanno che in Italia esiste un registro particolare di coach:

si tratta del Registro Nazionale Coach Professionisti. Ecco di seguito alcuni elementi largamente sconosciuti per capire di cosa si tratta.

Registro Nazionale Coach Professionisti è stato istituito con Delibera Consiliare del 27 settembre 1999, in linea con l’accordo europeo sullo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore (Accordo di Bologna – sottoscritto nel giugno 1999 dai 29 ministri dell’istruzione europei) con il quale si è avviato il processo di riforma internazionale dei sistemi di istruzione superiore. Scopo del Registro è di “certificare le conoscenze e competenze professionali di Coaching acquisite in percorsi didattici e formativi di livello universitario“, uniformate agli standard europei dell’istruzione superiore, come strumento di tutela degli iscritti nell’ottica del loro esercizio in ambito comunitario e della eventuale regolamentazione della disciplina nel territorio italiano.

Non si tratta quindi di un’associazione auto-regolamentata, si tratta di uno strumento istituzionale con la finalità di tutelare i coach iscritti e i clienti che si rivolgono a loro.

Può essere utile leggere l’articolo 3 del Registro Nazionale Coach Professionisti

“Art. 3 Ammissibilità e gratuità per l’iscrizione al Registro:

sono ammessi esclusivamente i professionisti formati e certificati da Istituzioni universitarie o il cui percorso formativo sia stato validato ed accreditato da queste. Il Registro non persegue fini corporativi od associativi, né fini speculativi, avendo come unico oggetto la tutela professionale e la riconoscibilità dei professionisti qualificati secondo precisi criteri istituzionali. Pertanto l’ammissione avviene a “titolo gratuito”.”

 

Alcune caratteristiche distintive della nostra proposta per chi vuole diventare un Coach

Tante sono le caratteristiche distintive della nostra proposta formativa per chi vuole intraprendere con successo la professione di Coach.

Ne metto in evidenza 3 tra le altre, invitando gli interessati a contattarci direttamente qui: info@talentigroup.net

 

1. i metodi

Nei nostri percorsi per Coach utilizziamo una prospettiva multidisciplinare, con un approccio fortemente pragmatico orientato ai risultati e basato su concrete applicazioni “sul campo”. I contributi fondamentali sono tratti principalmente dalle scienze psicologiche e dalle scienze del management ed organizzative, per lavorare prima di tutto sullo sviluppo delle conoscenze e sul potenziamento delle abilità e competenze chiave che permettono poi l’utilizzo di successo di selezionati modelli applicativi.

Tra questi modelli vi è anche la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) Originale, con contributi provenienti dalla PNL dei tre co-fondatori, in rigoroso ordine alfabetico Bandler, Grinder e Pucelik, con un particolare focus sulla PNL Nuovo Codice, l’evoluzione della PNL principalmente ad opera di John Grinder.

Della PNL mi hanno colpito tra le altre cose il pragmatismo e l’efficacia (quando utilizzata con perizia), il metodo che ha dato vita alle tecniche di PNL (più precisamente il cosiddetto modellamento PNL), il focus sul processo e non sul contenuto. Alcune caratteristiche che mi hanno conquistato della PNL Nuovo Codice sono la possibilità di lavorare efficacemente ed autonomamente in auto-applicazione, la disarmante semplicità, la massima concretezza (strumenti utilizzabili da subito), la profondità degli interventi che tendono a favorire un cambiamento realmente generativo, l’eticità dell’approccio.

2. l’accreditamento dei percorsi formativi a tutela dei partecipanti

Inoltre due nostri percorsi principali per diventare Coach con il nostro Istituto  hanno ottenuto l’accreditamento dal Centro Universitario Internazionale.

Attualmente siamo l’unico Istituto italiano non universitario di formazione di Coach a consentire l’accesso al Registro Nazionale Coach Professionisti alle persone che hanno superato con successo i test previsti (nei percorsi accreditati più sopra evidenziati) per la certificazione come Coach del nostro Istituto. Sul Registro Nazionale Coach Professionisti potete avere maggiori informazioni leggendo più sopra il capitolo sulla “certificazione” e leggendo l’articolo: 

Il Coaching in Italia: cosa devono sapere i clienti (coachee), gli aspiranti coach e i coach (di Prof. U. Zerbini)

 

3. la comunità di apprendimento

Ci piace favorire il miglioramento continuo, per questo motivo stimoliamo i nostri coach e i partecipanti ai nostri percorsi a continuare ad imparare. A questo proposito istituiamo periodicamente dei gruppi di pratica (normalmente gratuiti) e abbiamo creato una community online riservata per scambiarsi feedback e continuare ad imparare commentando le esperienze concrete e i risultati di auto-applicazione e di coaching.

 

Rispetto profondamente le scelte delle persone e sostengo l’importanza, nelle scelte, di un appropriato orizzonte informativo. Spero con il presente articolo di aver contribuito a fare chiarezza affinché chi desidera entrare in questo affascinante mondo posso scegliere con maggiore efficacia. A presto

Ti suggerisco di leggere l’articolo correlato:

Il Coaching in Italia: cosa devono sapere i clienti, gli aspiranti coach e i coach del Prof. Umberto Zerbini, Presidente del Centro Universitario Internazionale (articolo a cura di Andrea Frausin)


Percorsi formativi per chi desidera utilizzare le abilità e gli strumenti del coach all’interno dei suoi contesti professionali, organizzativi o familiari sia per chi desidera svolgere l’attività di coaching come professionista

Scuola di Alta Formazione Talenti in convenzione con Centro Universitario Internazionale

Master Coaching con certificazione Centro Universitario Internazionale

Certificazione Coach con certificazione Centro Universitario Internazionale

I corsi 2018 in Programmazione Neuro Linguistica della Scuola di Alta Formazione Talenti:

Special Practitioner in PNL con Andrea Frausin, certificazione internazionale Meta International

https://www.talentigroup.it/p/pnl-practitioner/

Premium Master Practitioner in PNL con Andrea Frausin e Frank Pucelik, certificazione internazionale Meta International

https://www.talentigroup.it/p/pnl-master-practitioner/

Original NLP International Trainers Training con Frank Pucelik e Andrea Frausin, edizione 2018-2019, certificazione internazionale Meta International

https://www.talentigroup.it/p/trainer-pnl/