PNL e politica

PNL, Berlusconi e Movimento 5 Stelle: che cosa c’entra la Programmazione Neuro Linguistica con la politica?

PNL, una disciplina che fa parlare di sé, ma cosa c’entra con la politica? In che modo i politici possono utilizzare (e utilizzano) la PNL? Cosa c’è da sapere al riguardo?

Premessa

Ultimamente mi sono dato alla lettura di alcuni “contributi” piuttosto visibili sul web che parlano di PNL (Programmazione Neuro Linguistica). E trovo comico e paradossale che se da un lato si parla di PNL come di una bufala o di un insieme di bufale (vedi il mio articolo sull’argomento qui: le bufale di quale PNL?), dall’altro se ne decanti le “virtù” per consentire con il suo magico potere a chi la utilizza di incantare folle e pubblici di ogni tipo per i fini più diversi (tipicamente non favorevoli ai più). Un po’ come all’epoca di Milton H. Erickson, probabilmente il più famoso medico ipnotista di tutti i tempi (ed una delle più forti influenze sulla PNL stessa), in cui dicevano: “l’ipnosi non esiste” e allo stesso tempo “l’ipnosi fa male”…

Ritengo che fare un po’ di chiarezza su cosa sia la PNL risulti necessario altrimenti il rischio fondato è un tuffo nella dis-informazione, magari tanto per scrivere o far parlare…

 

Se ti stai chiedendo “chi caspita è questo che scrive di PNL?” puoi avere delle informazioni in più su di me e sul mio background in PNL qui: chi è Andrea Frausin

 

PNL, Programmazione Neuro Linguistica: una breve introduzione per capire meglio cosa c’entra la PNL con la politica

Prima di tutto, come nasce la PNL?

La PNL nasce per rispondere ad una sfida, trasferire a terze persone interessate le abilità chiave di alcuni abilissimi terapeuti in modo che gli interessati potessero imparare come ottenere i risultati superiori alla media che questi terapeuti erano in grado di ottenere con i loro pazienti. Una sfida quindi di trasferimento di abilità, di apprendimento (sfida tra l’altro sempre più importante nella nostra società, nei più svariati campi, si pensi ad esempio al passaggio generazionale in azienda o all’uscita di persone chiave da un’organizzazione tanto per citarne alcuni).

Vuoi saperne di più sulle origini della PNL? Puoi leggere qui Le vere origini della PNL

Il metodo che è stato utilizzato (modellamento PNL) per affrontare la sfida suddetta è uno dei dei punti chiave che distingue la PNL dalle altre discipline che hanno come oggetto del loro studio l’eccellenza umana, ovvero lo studio di persone particolarmente capaci di raggiungere risultati diversi dalla media in specifici contesti.

Vuoi saperne di più sul modellamento PNL? Puoi leggere qui Apprendere velocemente

Uno degli aspetti più interessanti nella codifica dell’eccellenza – ovvero del trasferire, in forma tipicamente linguistica, ciò che faceva la differenza tra una persona nella media e l’eccellente nel suo contesto di eccellenza – è il focus sul processo e non sul contenuto: i modelli o schemi (pattern), volgarmente detti tecniche, di PNL sono pattern di processo e non di contenuto.

Vuoi saperne di più sulla distinzione processo/contenuto nella PNL? Presto farò un post dedicato

Il modellamento PNL, ed in particolare la sua prima fase denominata “assorbimento inconscio” (del tutto simile all’apprendimento imitativo dei bambini piccoli), e l’insistenza su modelli di processo (e non di contenuto) sono secondo me e secondo il co-fondatore della PNL Codice Classico e Nuovo Codice, dr. John Grinder, i due aspetti distintivi della PNL che la propongono, sia all’epoca in cui è nata, sia oggi, come un cambiamento paradigmatico (nella definizione data da Thomas Kuhn) nello studio dell’eccellenza umana.

Per puro caso, la PNL è partita dallo studio dell’ambito terapeutico e della comunicazione efficace di terapeuti eccellenti per poi passare allo studio di altri campi di interesse in cui la performance umana la fa da padrona.

Il presupposto fondamentale della PNL è che l’eccellenza ha una sua struttura che può essere appresa, codificata ed insegnata a terzi.

Nel tempo, attraverso l’opera di modellamento PNL (principalmente ad opera dei suo co-fondatori Bandler, Pucelik e Grinder) e attraverso un processo chiamato “progettazione”, la PNL ha dato vita ad un insieme codificato di strategie di eccellenza, che possono essere apprese da chi è interessato.

Niente di miracolistico, è richiesta tanta tanta sana pratica con la guida di modelli (pattern) di processo che rappresentano, nel processo di apprendimento, delle “grucce” che vengono poi abbandonate in favore di una “spontaneità arricchita” attraverso la quale le persone possono esercitare nella loro vita più scelte, con maggiore congruenza con sé stessi e maggiore soddisfazione.

Infatti lo scopo della PNL è quello di sviluppare più scelte.

Per comprendere meglio il contesto di riferimento risulta a mio avviso utile evidenziare come all’interno del mondo PNL non ci siano molti, purtroppo, che rispettino i cardini fondamentali (attività di modellamento PNL per continuare a sviluppare nuovi pattern e comprensione ed applicazione della distinzione processo/contenuto). Queste forti mancanze, assieme ad altri aspetti che ho messo in evidenza in un altro mio contributo (qui), hanno prestato il fianco a delle critiche anche feroci verso la PNL, in parte giustificate da “operatori PNL” poco competenti e interessati più al marketing aggressivo e alle vendite che alla diffusione sana e competente della disciplina.

Per un approfondimento sul tema puoi leggere questo articolo: le bufale di quale Programmazione Neuro Linguistica?

Nel corso del tempo si sono sviluppati più “orientamenti” di PNL, in certi casi talmente diversi tra loro ad avermi fatto più volte affermare che ci sono in realtà tante PNL e di queste tante, la maggior parte utilizza impropriamente il termine stesso di PNL, sfociando in una serie di imposizioni di contenuto che sono l’esatto contrario di quello che fa la PNL (portata avanti con forza e decisione dal suo co-fondatore John Grinder) che si basa sui processi.

Per fare un esempio applicativo del lavoro sui processi, nelle applicazioni ad esempio al coaching della vera PNL è possibile assistere la persona nel miglioramento senza conoscere i contenuti della sua sfida, senza cioè che la persona debba necessariamente condividere di che cosa si tratta. Una vera rivoluzione già possibile con la PNL originaria e ottimamente utilizzata nella PNL Nuovo Codice, l’evoluzione migliorativa della PNL ad opera principalmente di John Grinder.

Fidati della tua esperienza

Un punto che trovo estremamente importante per comprendere lo spirito della PNL è il seguente:

“non fidatevi di quello che vi dirò, usate quello che vi propongo, fatene una disciplinata pratica e alla fine, valutate le conseguenze dell’applicazione di quello che vi ho proposto attraverso la vostra esperienza diretta e personale”

Funziona? Sì, bene hai un nuovo strumento che puoi utilizzare per ampliare le tue scelte.

Questo atteggiamento della PNL originaria, persa purtroppo da tanti piennellari, è fondamentale: la responsabilità delle proprie scelte viene ridonata alla persona;

“non credete al guru di turno, fidatevi della vostra esperienza”.

Certo per poter valutare un pattern (uno schema) è necessaria l’adeguata pratica che ti consente veramente di testarne le conseguenze. A quel punto l’unico protagonista sei tu e sei tu a valutare se il pattern migliora o meno la tua esperienza. Questo io considero etica nella formazione PNL.

Punti importanti sulla PNL

In estrema sintesi

  • lo scopo della PNL è la creazione di maggiori scelte;
  • il campo di studi della PNL è l’eccellenza, persone particolarmente capaci di raggiungere risultati distintivi in specifici contesti;
  • i co-fondatori della PNL sono Richard Bandler, Frank Pucelik e John Grinder (per maggiori informazioni puoi leggere qui:Le vere origini della PNL)
  • la PNL è prima di tutto un metodo di apprendimento accelerato (modellamento PNL) con l’obiettivo di imparare e codificare modelli di eccellenza;
  • la PNL, attraverso il modellamento PNL, ha dato vita ad un insieme codificato di strategie di eccellenza, apprese da persone che, in campi diversi, ottengono (o hanno ottenuto) risultati superiori alla media;
  • queste “strategie di eccellenza” sono processi e non contenuti e sono descritte in termini “sensorialmente basati”
  • essendo modelli di processo, questi modelli hanno trovato un’ampia applicazione in tutto il mondo in contesti culturalmente anche molto diversi (cosa che non sarebbe stata possibile con modelli di contenuto, per definizione diversi nelle diverse culture)
  • queste strategie sono a disposizione di tutti e comprendono: modelli linguistici ad esempio per specificare meglio il linguaggio dell’interlocutore, modelli linguistici di comunicazione “abilmente vaga”, modelli di cambiamento (utilizzati in terapia, counseling e coaching), modelli di comunicazione non verbale (ad esempio per favorire una migliore comunicazione), modelli per sviluppare pragmaticamente la propria intelligenza emotiva, modelli per lo sviluppo delle cosiddette life skills o soft skills così fondamentali nel mondo moderno, ecc.
  • nella sua diffusione e sviluppo si sono di fatto create diverse PNL (alcune versioni sono del tutto impropriamente etichettate come “PNL”);

Trattando la PNL in modo molto pragmatico anche di comunicazione efficace ed essendo la stessa, con pratica disciplinata, accessibile ai più è evidente come sia conosciuta (molte volte in modo del tutto superficiale, si può fare molto meglio) dalla maggior parte di chi opera professionalmente come comunicatore, politici in primis, in diverse nazioni del globo. Risulta difficile imbattersi in un corso di comunicazione nei paesi sviluppati che non abbia al suo interno, esplicitamente o implicitamente, parte importante dei modelli sviluppati dalla PNL.

 

Forza Italia immagine

Rapidi commenti a “Berlusconi, un potere basato sulla PNL”, uscito su Il Fatto Quotidiano

E veniamo all’articolo “Berlusconi, un potere fondato sulla Pnl” apparsa tempo fa su Il Fatto Quotidiano; citerò dei passaggi dello stesso con brevi commenti:

“…Pnl insegnata ai manager di Publitalia”

Come anticipato più sopra, gli strumenti della PNL sono inseriti esplicitamente o implicitamente (cioè senza citarne le fonti) praticamente nella maggior parte dei corsi di formazione per il management e la comunicazione presenti nei paesi più evoluti al mondo, sarei sorpreso che la PNL non fosse stata insegnata ai manager di Publitalia, attenta all’attività formativa e alla crescita dei propri manager.

“La P.N.L. è la più potente tecnica di manipolazione mentale mai esistita”

Come dicevo in precedenza ci sono tante PNL. Quella che prediligo e che insegno ed utilizzo si basa sul lavoro del dr. John Grinder, considerato dal terzo uomo nella creazione della PNL Frank Pucelik (e anche da me) “il vero genio dietro alla PNL”. In questa PNL esistono numerosi strumenti, a mio avviso, secondo la mia esperienza personale, molto potenti, per ampliare le proprie scelte. Questi strumenti sono disponibili per chiunque sia interessato, pertanto se fosse vera l’affermazione del giornalista, la più potente tecnica di manipolazione mentale mai esistita è a vostra disposizione ed estremamente a buon mercato se sapete scegliere bene :-)

Scherzi a parte, mi sembra un’affermazione un po’ azzardata (per informazione mi occupo di PNL dal 1997 e sono stato certificato trainer sia da Richard Bandler che da John Grinder oltre ad avere numerosi altri accreditamenti).

E’ vero le tecniche di PNL possono essere usate per vari fini come tutte le discipline e metodi ma stiamo attenti: con la comunicazione efficace puoi certamente influenzare i comportamenti di altre persone, mai determinarli secondo una logica causa-effetto com’è spesso presupposto da chi usa il termine manipolazione. Ed in ogni caso in qualsiasi tipo di comunicazione “è impossibile non manipolare” (variante di “è impossibile non comunicare ” di Watzlawick), nel senso che, quando due o più esseri umani interagiscono è impossibile non influenzarsi l’un l’altro.

La domanda centrale è, secondo me: influenzarsi come?

Tieni inoltre presente che lo scopo della PNL è creare scelte, l’esatto contrario della manipolazione nel senso che si può inferire dal titolo e dal tono dell’articolo scritto dal giornalista.

E ancora

“Il potere di Berlusconi si basa quindi su una conoscenza approfondita della mente umana”

Ritengo che la maggior parte delle forme di potere si basino su una conoscenza approfondita della mente umana sia essa implicita che esplicita.

Poi

“… ed è approdato alla PNL. Cioè la tecnica più sofisticata che esiste per manipolare la percezione della realtà”

La PNL ha come oggetto di studio persone particolarmente capaci in specifici contesti, offrendo strumenti per ampliare le proprie scelte. Mi sembra del tutto naturale che un uomo politico conosca implicitamente o esplicitamente questi strumenti, mi stupirei del contrario. Molti politici internazionali si avvalgono della PNL (direi che si può fare molto meglio :-), così come molti psicologi, molti psicoterapeuti, molti manager, molti imprenditori, molte casalinghe, molti impiegati, molti studenti ecc.. E’ una meta disciplina che offre strumenti – che si possono testare e verificare nella loro efficacia con un’adeguata pratica – a chiunque sia interessato ad impararla e ad utilizzarla.

Nell’articolo poi vengono citati alcuni esempi per fa capire al lettore in che modo la PNL sia stata utilizzata da Berlusconi: questi esempi mi risultano alquanto singolari. L’uso di immagini, di simboli, di testimonial sono piuttosto diffusi nella comunicazione senza scomodare la PNL.

L’uso poi di nominalizzazioni (come la citata “libertà”) è un po’ il sale della politica.

La PNL, a tal proposito, studiando l’opera di Erickson ha elaborato un insieme di modelli di comunicazione “abilmente vaga” che ogni persona a mio avviso dovrebbe conoscere.

Per “abilmente vaga” intendo che la persona parla, chi ascolta pensa che parli in modo specifico (cioè che dica qualcosa di concreto), in realtà parla deliberatamente con termini vaghi, che ognuno “traduce” soggettivamente nella propria mappa (mentale) avendo l’illusione che tutti la pensino come lui. E’ un metodo, usato dai politici fin dall’antichità, per ottenere consenso: chi ad esempio non vorrebbe più “libertà per tutti”, più “risorse” a disposizione.

Dovremo porci immediatamente alcune domande:

Quale libertà? Ovvero come la decliniamo.

Tutti chi?

Liberi, come?

Quali risorse specificatamente?

Queste domande derivano da un altro insieme di schemi della PNL, che si chiama meta modello, in cui si trovano una serie di domande da poter fare all’interlocutore, per far specificare meglio il linguaggio (in realtà il meta modello è stato sviluppato a partire da e per la terapia; opportuni adattamenti possono farlo diventare uno strumento potente anche ad esempio in azienda per migliorare la qualità del flusso comunicativo a tutti i livelli, per chi fa giornalismo per fare domande più “ficcanti” ecc.)

Il meta modello può essere usato anche come un “antidoto” al modello della comunicazione abilmente vaga (chiamato amichevolmente Milton modello dal nome di Milton Erickson), per andare oltre parole così apparentemente ricche di significato ma spesso vuote di contenuti usate ad esempio dai politici, per spingere gli stessi a parlare in modo più concreto.

Concordo infine con il giornalista sulla necessità di una “alfabetizzazione comunicativa” per consentire alle persone di aumentare le scelte a propria disposizione, tra l’altro proprio lo scopo guarda caso della bistrattata PNL.

 

movimento 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle e la PNL

E veniamo all’articolo del Corriere della Sera, a seguito delle accuse del dissidente Catalano verso Casaleggio per aver inviato a Roma esperti in “Programmazione Neuro Linguistica”

(mi chiederei , usando alcuni modelli linguistici della stessa PNL:

quali esperti?

Esperti come?

Quale Programmazione Neuro Linguistica?).

La prima cosa che trovo assurda è stupirsi dell’uso della PNL in ambito politico come già argomentato più sopra. È un insiemi di strumenti che consentono tra le altre cose il miglioramento delle proprie capacità comunicative, sarebbe auspicabile che tutti i politici la imparassero e anche tutti i giornalisti politici, ad esempio per poter fare domande che consentano ai politici stessi di andare al di là della loro arte retorica e di parlare di programmi concreti per rilanciare il nostro paese.

Nell’articolo, la giornalista del Corriere sostiene che:

“Secondo molti autorevoli psicologi, la pnl non ha validità scientifica ed è considerata una pseudoscienza, priva di riscontri e e fondamentalmente erronea”

Una serie di domande meriterebbero una risposta, altrimenti utilizziamo il linguaggio proprio come i tanti criticati politici:

di quale PNL stiamo parlando?

Quali sono questi “autorevoli psicologi”?

In base a quali criteri hanno fatto quelle affermazioni?

Ho insegnato e insegno la PNL (secondo l’approccio del suo cofondatore John Grinder) tra l‘altro a molti autorevoli (e non) psicologi e psicoterapeuti che ne hanno dato giudizi esperienziali lusinghieri, per i migliori risultati ottenuti sul campo con i loro pazienti. L’ho insegnata tra l’altro, in diversi momenti storici, all’interno del mondo accademico, anche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Trieste come professore a contratto nell’ambito di un Master sul counseling.

Per approfondire le diverse PNL oggi insegnate segnalo nuovamente un articolo che ho scritto: le bufale di quale Programmazione Neuro Linguistica?

La giornalista poi aggiunge ad un certo punto, riferendosi alla PNL:

“Ma non solo. Viene equiparata all’ipnosi…”

A parte la domanda: quale ipnosi (ne esistono di diversi tipi, diversi approcci ecc)?

va sottolineato innanzitutto che la figura del medico ipnotista Milton H. Erickson (presentato a Bandler e Grinder nientedimeno che da Gregory Bateson, una delle menti più brillanti del secolo scorso, impressionato dai risultati raggiunti dagli stessi Bandler e Grinder) ha avuto ed ha una profonda influenza sulla PNL, è una fonte da sempre citata esplicitamente dalla quale hanno avuto origine diversi modelli della PNL.

Nella versione della PNL di Bandler l’ipnosi è esplicitamente parte integrante dell’approccio (pertanto è improprio dire “viene equiparata all’ipnosi”). Nella versione di Grinder l’influenza di Erickson si concretizza in modi diversi, a mio avviso molto più rispettosi ed efficaci; Grinder tra l’altro, nella PNL Nuovo Codice, non utilizza l’ipnosi. Quindi ancora una volta: quale PNL?

Si procede poi in questo modo:

“Certo a leggere la storia del suoi creatori (Bandler era alcolizzato e cocainomane e…)… viene da sorridere che si tratti di una cosa seria”

Innanzitutto i co-creatori della PNL erano tre, Bandler, Pucelik e Grinder (puoi leggere qui per approfondire Le vere origini della PNL) e viene citato dall’articolista solo Bandler mentre inizialmente la giornalista parla al plurale. Ha qualcosa da dire anche sulla storia di Grinder? O su quella di Pucelik?

Lasciando da parte per un momento che considero (d’accordo con Frank Pucelik) la figura di Grinder quella determinante per la nascita della PNL,

in che modo il fatto che Bandler fosse stato alcolizzato e cocainomane influisce sul fatto che può aver co-creato una disciplina seria? Quante invenzioni sono state fatte, quante poesie sono state scritte, ecc. da persone con qualche forma di dipendenza?

Resta il punto, sottolineato anche da John Grinder (che ha spinto lo stesso Grinder a creare la PNL Nuovo Codice), che uno dei difetti della PNL Codice Classico (quella codificata principalmente da Bandler e Grinder nel corso degli anni ’70) era la mancanza di auto-applicazione della disciplina da parte degli stessi operatori PNL, certamente una incongruenza.

D’altra parte l’argomento non è nuovo, l’ottimo calzolaio con le scarpe bucate, lo psicologo efficace con i suoi “problemi”…

Poi il non plus ultra dell’articolo

“Ma ciò che è certo, è che se davvero la Pnl viene usata dai politici italiani, di qualunque schieramento siano, non contribuisce ad innalzare il livello del dibattito”

certo per chi?

quale PNL?

come l’uso della PNL (quale PNL?), non contribuisce ad innalzare il livello del dibattito?

Senza rispondere alle domande che mano a mano ho proposto – che tra l’altro sono frutto della semplice applicazione del meta modello della PNL il primo modello codificato della PNL che spero indirettamente abbiate in parte appreso leggendo questo articolo chilometrico (a sì, complimenti per essere arrivata/o fino a qui, il complimento non vale per chi è arrivato qui senza leggere il resto :-) – ritengo che non si possa fare in alcun modo chiarezza su una disciplina che ha certamente i suoi pregi come i suoi difetti, ma che per valutarla richiede una conoscenza non superficiale, una pratica disciplinata e l’utilizzo congruente sul campo.

Tutto il resto sono solo parole, piuttosto vuote considerate le domande non risposte, vero?

Se più persone imparassero davvero la PNL (non solo i politici e i giornalisti), conoscerebbero anche una serie di modelli di comunicazione per fare domande più efficaci (e affermazioni meno vaghe) portando sperabilmente il dibattito politico anche su aspetti concreti per rispondere ai bisogni delle persone. Certo ci vuole anche la volontà di farlo.

Buon lavoro a tutti.

 

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